28 novembre 2021

Terza domenica di Avvento – Le profezie adempiute

Un salto alla GMG

Sentir dire “GMG” potrebbe essere per molte persone un sussulto di gioventù! Domenica scorsa c’è stato un richiamo durante le messe con un simpatico cartoncino preparato dai preti che in decanato seguono la pastorale giovanile.
“GMG” cioè “Giornata Mondiale della Gioventù”, vuol dire ricordare per esempio Santiago, Czestochowa, Parigi, Roma, Madrid, Colonia per stare in Europa o Sidney, Denver, Toronto per altre parti del mondo… Sono città dove si sono svolti quegli incontri iniziati da Giovanni Paolo II nel 1985, proseguiti da Benedetto XVI e ora da Papa Francesco.
Evoco questi luoghi perché magari alcuni che stanno leggendo queste righe hanno partecipato “come giovani” a quegli eventi.
Da prete di oratorio ho solo partecipato al terzo raduno, quello in Polonia, nell’estate in cui lasciai la prima parrocchia in san Pietro in Sala a Milano dopo dodici anni. Ricordo quell’evento, ancora un po’ campale, per il dormire e il cibo, per la poca organizzazione tra un avvenimento e l’altro o nella circostanza dell’arrivo del Papa e della celebrazione eucaristica. Forte il pellegrinaggio ad Auschwitz e la Messa con Giovanni Paolo II, pur con molti problemi di sicurezza. L’inno di quell’anno, “Abba Ojcze”, con la semplice invocazione in polacco “Abba, Padre”, fu un ritornello che entrò nelle vene!
Diversa fu la partecipazione e la vita della successiva GMG a Parigi. Ero a Legnano nella seconda esperienza come prete di oratorio quando, insieme a parecchi giovani del decanato, partecipammo a quell’incontro che segnò la vita di molti giovani.
Ricordo che, nel sobborgo parigino dove eravamo alloggiati, la comunità parrocchiale ci accolse con grande calore così come fecero due anziane signore che aprirono la loro casa a me e ad un altro giovane prete. Intense furono le catechesi nelle varie basiliche parigine mentre l’organizzazione fu molto buona sia per i pasti sia per la logistica nello spazio preparato per la veglia e poi per la Messa con il Papa. Emozionante fu l’abbraccio alla città con un girotondo che abbracciò, dalla circonvallazione esterna, tutta Parigi.
Nostalgia? Per nulla. Ricordo? Certamente bello per una generazione di preti alle prime armi e una generazione ora… attempata.
Un sussulto quindi nel sentire (mi era sfuggita la notizia) che la GMG locale (quella che si svolge nelle diocesi tra gli eventi internazionali e che normalmente coincideva con la Traditio symboli alla Domenica delle Palme) viene spostata nella festa di Cristo Re, secondo il rito romano, che cadeva in questo anno il 21 novembre. Sono meno presente nella pastorale giovanile ma il termine GMG evocato ha aperto una pagina bella del mio passato.
Il cardinal Martini ricordava spesso il fatto che molti gruppi fossero accompagnati dai loro preti, suore ed educatori, segno di una presenza delle parrocchie che ritrovavano in quella esperienza un momento nel loro cammino giovanile. Nel futuro questi incontri potranno avere nuovo slancio forse anche a partire da quello che si terrà a Lisbona nel 2023.
Un sussulto di gioia lasciatelo a chi ha qualche capello bianco o a chi… non ne ha più!

Brutta chiesa nei romanzi

Quando mi accosto ad un romanzo trovo spesso dei riferimenti alla Chiesa o al prete del paese in cui la vicenda è ambientato. La letteratura spesso riporta storie in cui ci si imbatte con la Chiesa, con uomini e donne di parrocchia. Non è un bel leggere quello in cui prevale, in quegli ambienti religiosi, la durezza, la cattiveria, il pettegolezzo di paese, il giudizio, la non carità. Trovo che dovremmo chiedere perdono a Dio (anche se Dio perdona ovviamente subito) di come abbiamo contribuito a “sporcare” la realtà religiosa legata a lui. Certo non bisogna generalizzare ma di fatto non passa una bella idea di prete, di credente, di comunità cristiana.
Dal momento che la Chiesa non è questo e che il ministero sacerdotale non corrisponde all’immaginario comune (vale per me che scrivo e voi che leggete), mi addolora come un’altra visione entri tra le pagine dei libri.
Per non parlare poi dell’arte cinematografica dove la realtà del credente è sempre tra il bacchettone e lo sporco, tra il giustiziere e il legalista, tra il faccendiere e il bavoso. Ci vorrà del tempo per correggere queste idee a partire da comunità in cui si respira il vangelo!  Noi mettiamo segni buoni di chi crede in un Gesù capace di accoglienza, comprensione, tenerezza, misericordia, discrezione, apertura, trasparenza. Speriamo così che i futuri scrittori abbiano dati corretti per raccontare l’esperienza dei cristiani in romanzi avvincenti…

Circa la coroncina

Ho avuto modo di apprezzare la “Coroncina della divina misericordia” negli incontri fatti a Novegro (ne manca uno che ci sarà il prossimo martedì) da fra’ Luca, frate cappuccino capace di comunicare ciò che sta dietro a questa recente pratica. La Coroncina è una preghiera che da poco si è aggiunta alla preghiera del cristiano che sta tra i salmi e il rosario, tra la liturgia e le invocazioni libere.
Strana come preghiera un po’ lo è! Le parole non sono vicine alla nostra sensibilità così come appare fastidioso ripetere continuamente, per 50 volte: “Per la sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero…”:
Mi è piaciuto che il frate abbia fatto notare che quella preghiera viene insegnata dal Signore alla semplice suora Faustina e che, proprio perché ispirata, appartiene alla sfera divina, come è accaduto per i salmi o per la prima parte dell’Ave Maria.
Farsi carico del proprio peccato e quello del mondo intero non è normale e non è scontato. Del resto, la preghiera aperta al mondo intero, obbliga ad uscire, così da se stessi, intercedendo per i peccatori. Tutta la predicazione di Gesù è l’annuncio di un Regno che vince sul male; la vita di alcuni santi (per esempio santa Teresa di Lisieux o Bernadette) ha un legame con questo desiderio: “Pregare per i peccatori e stare alla loro tavola”.
Mi sembra allora che la Coroncina possa avere una valenza moderna, anche con la ripetizione (quasi come un mantra). Si chiede a Dio, impegnando noi in prima persona, che liberi il mondo dal peccato e dal male. In questa luce la preghiera ha una sua “corposità” e ognuno, se lo vorrà, potrà farla sua. Mi permetto di scriverla:

“Eterno Padre, ti offro
il Corpo e il Sangue, l’anima e la divinità
del tuo dilettissimo Figlio
e Signore nostro Gesù Cristo,
in espiazione dei nostri peccati
e di quelli del mondo intero.

Black friday: solennità nel calendario capitalista

Interessante leggere l’ articolo dell’economista Luigino Bruni sull’Avvenire di venerdì 26 novembre. Una curiosa lettura sulle nuove feste pagane che stanno soppiantando le feste cristiane (a suo tempo fu il contrario quando il cristianesimo si diffuse per l’Impero).
Si diceva, nel programma dell’anno, di saper “custodire il nostro calendario” non con proclami o con proposte parlamentari ma con la cura che i credenti avranno per i momenti che segnano il cammino della fede. Un articolo di larghe vedute da recuperare su Internet.

don Norberto


Pellegrinaggio a Fatima: 2 – 4 giugno 2023

Chi fosse interessato a questa esperienza, inizi a bloccare le date sul proprio calendario, mentre a breve daremo indicazioni per la quota e per altre notizie tecniche.


Avvisi

Lunedì 29 novembre

ore 21: Consiglio pastorale

Martedì 30 novembre – festa di sant’Andrea

15.30, a Novegro: incontro sulla divina misericordia

Giovedì 2 dicembre

“Sulla tua parola noi…” – vangelo di Luca cap.8

ore 15.30 e ore 21: in cappella dell’oratorio

Sabato 4 dicembre

ore 15, al cinema san Felice: proiezione film “La vita nascosta” – segue cena e dialogo in oratorio. Prenotazioni oratoriosegrate@gmail.com. Telefono: 391 3725530

Domenica 5 dicembre

ore 15.30: celebrazione della Messa proposta per le famiglie con i ragazzi di quinta elementare