1 maggio 2021 – tempo pasquale

Testi della messa: At 14, 1-7.21-27; Sal 144(145); 1Cor 15,29-34; Gv 7,32-36

“Una riga”: Voi mi cercherete e non mi troverete (vangelo)
Che strana questa espressione ripetuta due volte in questo capitolo “impegnativo” che è il capitolo 7 di Giovanni (anche il quinto capitolo, non scherza!). Con le nostre prerogative dove volete che possiamo trovare il Signore? Lui che sta nel Padre, Lui che attira a sé, Lui che ha detto “cercate e troverete” certo, ma secondo uno stile debole, fragile, accogliente, fanciullesco. Perché solo i bambini troveranno o anche i puri di cuore lo vedranno.
Chi ha l’animo chiuso, pur cercando, avrà tali bende sugli occhi da giocare a “mosca cieca” con tutti i rischi di sbattere, di cadere o di sbagliare. E Lui non si farà trovare da chi lo cerca con cuore arrogante o pretestuoso.

*        Meno male che non ti fai trovare se ti cerchiamo in un modo sbagliato.

Ventiquattresimo passo: Fede

Nella messa: Anche a Iconio essi entrarono nella sinagoga dei Giudei e parlarono in modo tale che un grande numero di Giudei e di Greci divennero credenti. Ma i Giudei, che non avevano accolto la fede, eccitarono e inasprirono gli animi dei pagani contro i fratelli. […]  Dopo aver annunciato il Vangelo a quella città e aver fatto un numero considerevole di discepoli, ritornarono a Listra, Iconio e Antiochia, confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede “perché –dicevano – dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni”. (At 14,1-7.21-27)

Preghiera di chiusura
Concedi a tutti i tuoi figli, o Dio,
una comprensione sempre più viva e perfetta
dei misteri celebrati in questo tempo pasquale
e a coloro che credono con cuore ardente e sincero
dona di riconoscere la gioiosa certezza della loro speranza nel destino di gloria
per noi preparato in Cristo risorto,
che vive e regna nei secoli dei secoli.


Il gallo annunzia il giorno,
chiama la nuova luce:
il Signore dei cuori
in questo canto ci dèsta alla vita,

e dice: «Su! Scotete ogni torpore,
ogni pigrizia fugga,
in opere vegliate di giustizia:
vicino è il mio ritorno».

Quando l’alba rosseggia ad oriente,
intenti alla fatica
trovi i tuoi servi e ravvivi
la luminosa speranza.

O Figlio, nato prima d’ogni aurora,
col tuo vitale chiarore disperdi
l’ottenebrante sonno dello spirito;
la tua pietà ci sciolga da ogni male.

O Re d’amore, gloria
a te cantiamo e al Padre,


30 aprile 2021 – tempo pasquale

Testi della messa: At 13,44-52; Sal 41(42); Gv 7,25-31

“Una riga”: I giudei furono ricolmi di gelosia (atti)
Da sempre questa parola fa paura e diventa motore di odio, cattiveria. In fondo il successo degli altri ricorda la propria piccineria, il bello dell’altro fa riconoscere la nostra bruttezza. I giudei che si consideravano eletti provarono questo verso i “nuovi venuti”. Solo che essi avevo in sé il dono dello Spirito Santo, non perché bravi ma perché lo Spirito sa radunare e raccogliere. Mettersi di traverso fa del male e crea del male. Non è che questo ci sia nella Chiesa? Ci liberi il signore da un animo geloso e invidioso, un animo gretto e chiuso. Lo Spirito faccia nella Chiesa una continua e sempre nuova Pentecoste.

*        E se pregassimo per questo?

Ventitreesimo: Vita eterna

Nella messa: Allora Paolo e Barnaba con franchezza dichiararono: “Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così, infatti, ci ha ordinato il Signore: “Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”.
Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero. La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. (At 13,44-52)

Preghiera di chiusura
Loda il Signore, anima mia, alleluia.
Nella mia vita loderò il Signore, alleluia.
Finché avrò vita, canterò al mio Dio, alleluia.


Tu che l’arcana voce di Dio
unico Figlio proclama,
o contemplata gloria degli angeli,
sei la salvezza e il vigore del mondo.

Cibo, bevanda, senso alla fatica
tu sei, dolcezza alla quiete, Cristo;
ogni disgusto, ogni triste livore
dall’anima disperdi.

Lieto splendore che vinci le tenebre,
dall’odioso Nemico salvaci;
sciogli l’impaccio delle colpe e guidaci
alla dimora del cielo.

Al Padre, eterno Signore dei secoli,
all’Unigenito amato, allo Spirito
dal coro dei credenti,
gioiosamente si levi il cantico. Amen.


29 aprile 2021 – tempo pasquale

Testi della messa: 1Gv 5-2,2; Sal 148; 1Cor 2,1-10; Mt 25,1-13

Una riga”: a ‘metà della festa’ o santa Caterina da Siena
Certo a metà significa che stiamo esattamente tra Pasqua e Pentecoste… abbiamo fatto qualche passo e ce ne mancano esattamente altrettanti.
Un modo per prendere fiato, per un po’ di acqua, qualcosa da mettere sotto i denti e poi…ripartire.
Se lo sguardo si ferma su santa Caterina da Siena patrona d’Italia e d’Europa il gioco si fa duro. Lei che diceva al pontefice scappato ad Avignone: “Sii uomo”, che sperimentava una vicinanza alla croce e un digiuno quasi inumano; lei che ebbe una particolare intimità mistica con il Signore, benedica la Chiesa, sostenga il cammino di rinnovamento, protegga la nostra “vecchia Europa” affinché riscopra l’entusiasmo e l’energia degli inizi.

Ventiduesimo passo: Luce e Tenebre

Nella messa: Figlioli miei, questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica di ogni peccato. (1Gv 5-2,2)

Preghiera di chiusura
Nella festa lieta e solenne di santa Caterina da Siena,
fa, o Dio, che la sua dottrina ci illumini,
e l’esempio di tanta virtù ci sostenga e ci guidi.
Per Cristo nostro Signore.


Vita di tutti, Cristo Redentore,
o Giudice tremendo, unico Re,
odi pietoso la supplica e accogli
benignamente il canto.

Grata la lode nella notte ascenda
a te, divina Luce,
e l’eco dell’eterna melodia
consoli e allieti i cuori.

Di gioiosa innocenza adorna i giorni,
pensieri ispira di vita immortale,
in ogni azione nostra
sfavilli la tua gloria.

A te, suprema fonte dell’essere,
o Trinità beata,
la Chiesa dei redenti
leva felice l’inno nei secoli. Amen.


28 aprile 2021 – tempo pasquale

Testi della messa: At 13,1-12; Sal 97(98); Gv 7,40-52

“Una riga”: Guidaci al possesso della gioia eterna (orazione)
Che strane parole il prete dice all’inizio della messa. Come dire che sia lui a darci questa gioia che potrà essere così in nostro possesso proprio perché… non è nostra ma semplicemente un regalo. Sembra proprio l’opera di un pastore nel guidare il gregge ai pascoli: non sarà per caso la gioia eterna questi famosi “pascoli erbosi”?.
Dal momento poi che chi “guida le danze” è Lui, possiamo essere certi che si entra nella logica del centuplo che il termine “eterno” rende bene. E se poi tutto diventa “casa”, o “dimora” di cosa potremo temere o di cosa potrà mancarci?

*        A noi il buon senso di non perdere di vista la Guida, cercando scorciatoie.

Ventunesimo passo: Giudicare

Nella messa: […] Allora Nicodemo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: “La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?” (Gv 7,40-52)

Preghiera di chiusura
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.


Non sono impallidite ancora in cielo
l’ultime stelle, e già dal sonno, o Dio,
sorge la Chiesa a mattinar lo Sposo
con animo adorante.

Così ci sia donato,
dopo la lunga notte,
di varcare le soglie del tuo regno
inni cantando a te con cuore nuovo.

O Trinità beata,
a te, suprema fonte dell’essere,
il coro dei redenti
leva felice l’inno nei secoli. Amen.


27 aprile 2021 – tempo pasquale

Testi della messa: At 11,19-26; Sal 86(87); Gv 6,60,69

“Una riga”:  Questa parola è dura (vangelo)
Può una parola essere dura? Casomai una parola può essere bella o brutta, giusta o sbagliata, sincera o volgare…ma dura? Dura forse da digerire allora, per la sua novità divina difficilmente… digeribile appunto.
Fanno bene a dire così quei discepoli, perché è proprio così: una parola dura! A meno che non diventi tenera grazie allo Spirito Santo che la renda delicata. Ci imbocchi, magari, come si fa con i bambini che pian piano arrivano al cibo solido. Uno Spirito che cuocia a puntino, tanto da rendere digeribile la parola o a “cuocere a fuoco lento” noi, così da essere in grado di farla entrare nel nostro organismo: chissà che non ci cambi sul serio.

*        Che la dura Parola giunga ad un cuore reso tenero e aperto ad accoglierla.

Ventesimo passo: Speranza

Nella messa: È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, o Dio di misericordia infinita. Il Signore Gesù nel mistero della Pasqua ci indusse a lasciare ogni contaminata vecchiezza per camminare nella nuova realtà dello Spirito. Così ci è dato di superare il rischio orrendo della morte eterna, ed è serbata ai credenti la lieta speranza della vita senza fine. (Prefazio)

Preghiera di chiusura
Dio onnipotente,
donaci di celebrare con impegno rinnovato
questi giorni di letizia in onore del Salvatore risorto
e di testimoniare nelle opere
il memoriale della Pasqua che celebriamo nella fede.
Per Cristo nostro Signore


Tu, Giorno eterno, che vivi e risplendi
dell’increata luce del Padre,
guarda propizio chi devoto illumina
di lieti canti la notte.

Vinci, Signore, le nostre tenebre;
sperdi le schiere dei dèmoni,
gli animi scuoti sì che il torpore
non soffochi le menti.

I servi che ti implorano
pietosamente ascolta: la lode
che a te si leva, Cristo, ci meriti
grazia, perdono e pace.

A te la gloria scenda e il nostro giubilo,
o mite Re d’amore,
al Padre e allo Spirito Paraclito
negli infiniti secoli. Amen.


26 aprile 2021 – tempo pasquale

Testi della messa: At 9,26-30; Sal 21(22); Gv 6,44-51

“Una riga”: Io sono il pane della vita (vang)
È una delle tante volte in cui Gesù parte in tromba con il suo “io Sono”, sapendo il valore di quella espressione! Io sono il pastore, io sono l’acqua, io sono la porta, io sono la luce, io sono la vita… Io Sono. Certo non con la spocchia di chi si mette in mostra perché…”chi vede me vede il Padre”.
È bello che lui si faccia nutrimento perché chi mangia stia nella vita, ovviamente non quella biologica ma nella vita…vivente!
Al fondo troviamo un seme che muore, che è macinato, che diventa farina, che viene impastata dalle mani di una donna, che possiede un lievito nuovo, che diventa pagnotta, che viene distribuita, che si moltiplica fino alla fine del tempo e poi ne avanzano ancora tante e tante sporte…

*        Grazie per questo invito a tavola.

Diciannovesimo passo: il Padre

Nella messa: Il Signore Gesù disse alla folla: “Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E’ tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna (Gv 6,44-51).

Preghiera di chiusura
Dio forte ed eterno,
dona a chi ha celebrato con fede gioiosa le festività della Pasqua
di operare nell’esistenza di ogni giorno secondo la novità portata da Cristo risorto,
che vive e regna nei secoli dei secoli.


Ristorate le membra affaticate,
i servi tuoi si levano;
vieni e accogli, o Dio,
la prima voce dei tuoi figli oranti.

Lieto ti loda il labbro,
il cuore ardente ti chiama:
all’operosa vita che riprende
presiedi e benedici.

La stella del mattino
vince la notte, alla crescente luce
la tenebra nel bel sereno sfuma:
il male così ceda alla tua grazia.

A te concorde sale la supplica:
strappa dai cuori ogni fibra colpevole,
e l’animo redento
celebrerà in eterno la tua gloria.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito Santo
domina e vive nei secoli. Amen.