18 maggio 2021 – tempo pasquale

Testi della messa: Ct 5,6-8; Sal 17(18); Fil 3,17-4,1; Gv 15,9-11)

“Una riga”:  Fa’ che lo Spirito Santo venga ad abitare in noi e ci trasformi nel tempio della sua gloria (orazione)
Altra richiesta fatta dalla Chiesa al Signore affinché ci sia “inabitazione” e noi a nostra volta diventiamo “casa” dello Spirito, luogo attraverso il quale si compie quel sacrificio di lode che prima veniva assicurato dalle bestie nel tempio di Gerusalemme.Quante volte Maria è considerata “tempo”: per forza in lei lo Spirito aveva preso dimora. Possa in noi accadere lo stesso, onorati di poter dare un punto di appoggio a Dio affinché possa arrivare a molte altre persone.

*        Certo che noi si diventi luogo dove Dio si rivela e la cui gloria passi nella nostra materia, è troppo bello!

Trentottesimo passo: Comandamenti

Nella messa: Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: “Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. (Gv 15,9-11)

Preghiera di chiusura
O dio, onnipotente e misericordioso,
fa che lo Spirito Santo venga ad abitare in noi e ci trasformi nel tempio della sua gloria.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio,
nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.


«Vieni, redentore delle genti
rivela il parto della vergine
i secoli si meravigliano
tale parto si addice a Dio

Non da seme d’uomo,
ma dall’arcano soffio dello Spirito
il Verbo di Dio si è fatto carne
ed è fiorito come frutto di un grembo.

S’inarca il grembo della Vergine,
ma il pudico chiostro rimane chiuso,
i vessilli delle virtù brillano:
Dio ha preso dimora nel suo tempio.

Esca dal suo talamo nuziale,
aula regia di santo pudore,
il Forte dalla duplice natura,
e corra veloce il suo cammino.

E venuto da suo Padre,
ed è tornato a suo Padre,
discese fino agli Inferi,
riascese alla sede di Dio.

Uguale all’eterno Padre,
cingi il trofeo della carne,
rafforza con la tua potenza
la fiacchezza del nostro corpo.

Già rifulge la tua mangiatoia,
la notte effonde una luce nuova,
nessuna notturna tenebra la offuschi,
ma splenda per sempre di fede

Cristo re misericordioso a te
e al Padre sia gloria,
insieme allo Spirto Paraclito
per i secoli dei secoli.»