19 maggio 2021 – tempo pasquale

Testi della messa: Ct 1,5-6. 7-8; Sal 22(23); Ef 2,1-10; Gv 15,12-17

“Una riga”: Mentre noi compiamo in questi misteri il nostro servizio sacerdotale, effondi su di noi la pienezza del tuo Spirito (orazione)
Non è un fatto “da preti” compiere il servizio sacerdotale. Ognuno “offre sé stesso” (questo è il senso del servizio sacerdotale) come ha fatto il vero e unico sacerdote che è Gesù, eliminando la casta! Che nella Chiesa si debba ragionare in modo diverso è evidente: no alla casta dei preti, monsignori e vescovi ecc… ma un unico stile di “dono di sé”, di “offerta di sé” che avviene nei momenti liturgici (i santi misteri appunto). Abbiamo il dono di essere “resi degni di compiere il servizio sacerdotale” si dice nella seconda preghiera eucaristica. E allora, proprio per questo o Padre, manda la pienezza del tuo Spirito così da godere di una comunione che “non ha parole”.

*        Solo una preghiera bella e alta da fare.

Trentanovesimo passo: Amico

Nella messa: Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni glia latri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone, ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. (Gv 15, 12-17)

Preghiera di chiusura
Padre misericordioso, fa che la tua Chiesa,
riunita dallo Spirito Santo,
ti serva con piena dedizione
e formi in te un cuore solo e un’anima sola.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio,
nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


Tu nella tersa infinità dei cieli
accendi le miriadi di stelle:
o Gesù, pace, vita, luce vera,
ascolta chi ti implora!

Oggi fulgente un astro ci rivela
il parto verginale
e guida i Magi a prostrarsi
all’umiltà del presepio.

Il rito mistico del tuo battesimo
oggi consacra il corso del Giordano,
che nell’antica storia tre volte
sospinse a ritroso i suoi flutti.

Oggi al banchetto nuziale di Cana
per sorprendente miracolo
il servo dall’idrie ricolme
attinge vino squisito e stupisce

che l’acqua s’invermigli,
donino ebbrezza le fonti,
l’onda muti natura
e di nuova virtù lieta s’adorni.

Con uguale stupore i cinquemila
di cinque soli pani si saziano:
sotto l’avido dente
sempre si accresce il cibo.

Di là di quanto le bocche divorano
il nutrimento arcano si moltiplica:
chi della fresca e nitida sorgente
più meraviglia il perenne prodigio?

Copioso il pane tra le dita scorre;
ed altri tozzi ancora,
che mano d’uomo non ebbe spezzato
nei canestri rampollano.

A te, Cristo, sia gloria,
o Luce delle genti,
con il Padre e lo Spirito
negli infiniti secoli. Amen