27 aprile 2021 – tempo pasquale

Testi della messa: At 11,19-26; Sal 86(87); Gv 6,60,69

“Una riga”:  Questa parola è dura (vangelo)
Può una parola essere dura? Casomai una parola può essere bella o brutta, giusta o sbagliata, sincera o volgare…ma dura? Dura forse da digerire allora, per la sua novità divina difficilmente… digeribile appunto.
Fanno bene a dire così quei discepoli, perché è proprio così: una parola dura! A meno che non diventi tenera grazie allo Spirito Santo che la renda delicata. Ci imbocchi, magari, come si fa con i bambini che pian piano arrivano al cibo solido. Uno Spirito che cuocia a puntino, tanto da rendere digeribile la parola o a “cuocere a fuoco lento” noi, così da essere in grado di farla entrare nel nostro organismo: chissà che non ci cambi sul serio.

*        Che la dura Parola giunga ad un cuore reso tenero e aperto ad accoglierla.

Ventesimo passo: Speranza

Nella messa: È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, o Dio di misericordia infinita. Il Signore Gesù nel mistero della Pasqua ci indusse a lasciare ogni contaminata vecchiezza per camminare nella nuova realtà dello Spirito. Così ci è dato di superare il rischio orrendo della morte eterna, ed è serbata ai credenti la lieta speranza della vita senza fine. (Prefazio)

Preghiera di chiusura
Dio onnipotente,
donaci di celebrare con impegno rinnovato
questi giorni di letizia in onore del Salvatore risorto
e di testimoniare nelle opere
il memoriale della Pasqua che celebriamo nella fede.
Per Cristo nostro Signore


Tu, Giorno eterno, che vivi e risplendi
dell’increata luce del Padre,
guarda propizio chi devoto illumina
di lieti canti la notte.

Vinci, Signore, le nostre tenebre;
sperdi le schiere dei dèmoni,
gli animi scuoti sì che il torpore
non soffochi le menti.

I servi che ti implorano
pietosamente ascolta: la lode
che a te si leva, Cristo, ci meriti
grazia, perdono e pace.

A te la gloria scenda e il nostro giubilo,
o mite Re d’amore,
al Padre e allo Spirito Paraclito
negli infiniti secoli. Amen.