28 aprile 2021 – tempo pasquale

Testi della messa: At 13,1-12; Sal 97(98); Gv 7,40-52

“Una riga”: Guidaci al possesso della gioia eterna (orazione)
Che strane parole il prete dice all’inizio della messa. Come dire che sia lui a darci questa gioia che potrà essere così in nostro possesso proprio perché… non è nostra ma semplicemente un regalo. Sembra proprio l’opera di un pastore nel guidare il gregge ai pascoli: non sarà per caso la gioia eterna questi famosi “pascoli erbosi”?.
Dal momento poi che chi “guida le danze” è Lui, possiamo essere certi che si entra nella logica del centuplo che il termine “eterno” rende bene. E se poi tutto diventa “casa”, o “dimora” di cosa potremo temere o di cosa potrà mancarci?

*        A noi il buon senso di non perdere di vista la Guida, cercando scorciatoie.

Ventunesimo passo: Giudicare

Nella messa: […] Allora Nicodemo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: “La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?” (Gv 7,40-52)

Preghiera di chiusura
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.


Non sono impallidite ancora in cielo
l’ultime stelle, e già dal sonno, o Dio,
sorge la Chiesa a mattinar lo Sposo
con animo adorante.

Così ci sia donato,
dopo la lunga notte,
di varcare le soglie del tuo regno
inni cantando a te con cuore nuovo.

O Trinità beata,
a te, suprema fonte dell’essere,
il coro dei redenti
leva felice l’inno nei secoli. Amen.