14 aprile 2021 – tempo pasquale

Testi della messa: (At 2,29-41; Sal 117(118); Gv 3,1-7)

 “Una riga”: Innalzato, dunque, alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire (atti)
In una frase tutto il succo! Il Padre “per Amore” attira a sé, colloca alla sua destra, il Figlio, colui che si era infilato negli inferi “per Amore”.
Ora, a noi viene dato, soffiato, lo stesso Amore. Come si fa vederlo e udirlo? Vivere in quello stesso Amore ovviamente, desiderare questa intimità. Inoltre, “sentire” questa attrazione, per una vita nuova e differente,
* Ricevuto lo Spirito si è… “spirituali”, non spiritosi!

Nono passo: Sentire
Nella messa:
All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: “Che cosa dobbiamo fare, fratelli?”. E Pietro disse loro: “Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi, infatti, è la promessa e per i vostri figli e per tutti che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro”. (At 2,29-41)

Preghiera di chiusura
Ci hai riscattato col tuo sangue, o Signore,
uomini di ogni razza e di ogni lingua,
di ogni tribù e nazione
e ci hai fatto un regno per il nostro Dio, alleluia.


Eterno Signore dei tempi,
tu che l’umana fatica ammanti
della diurna luce
e affidi il nostro riposo alla notte,

veglia sull’anima casta,
perché il lungo silenzio delle tenebre
non ci abbandoni indifesi
ai dardi avvelenati del demonio.

Sotto la tua custodia
non ci svigorisca il torpore,
nessun terrore vano ci tormenti
né ci seduca piacere ingannevole.

Accogli, o Dio pietoso, la preghiera
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
regna per tutti i secoli. Amen


13 aprile 2021 – tempo pasquale

Testi della messa: At 1,15-26; Sal 64(65); Gv 1,43-51

“Una riga”: Esulti sempre il tuo popolo, per la rinnovata giovinezza dello Spirito (Orazione)

Attira subito il termine “giovinezza”, perché sollecita il desiderio di eternità. Si parla spesso di “eterna giovinezza”, quello stato di vita che si vorrebbe prolunga all’infinito. Si fa di tutto… Eppure, il tempo impedirà questo perché l’arrivo delle rughe o della pensione farà il rispettivo lavoro.
“Giovinezza dello Spirito” possiede un fascino diverso, dato dalla parola “Spirito Santo” unito al nostro “spirito”. Quando si ama “secondo Dio” non c’è età che tiene. Quando si ama “secondo Dio” si è eterni in una continua apertura che il termine “giovinezza” dice bene. Senza lo Spirito la giovinezza potrebbe essere solo una veloce e fugace stagione.
* Non ringraziare, non essere contenti di questo… sarebbe un peccato.

Ottavo passo: Silenzio
Nella messa: Per te il silenzio è lode, o Dio, in Sion, a te si sciolgono i voti. A te, che ascolti la preghiera, viene ogni mortale. Sal 64(65)

Preghiera di chiusura
Fa che io ti lodi, Signore,
dammi la forza di cantare.
Le mie labbra risuonano di gioia
Quando canto per te, alleluia.


O Luce eterna, o Giorno
che non conosci sera,
tu che sei tutti fulgore,
tu che la luce crei,

già ci leviamo e lieti
dall’alba che nuova riluce,
dal sole che ancora risplende,
a te, Padre, grazie cantiamo.

Il cuore non si turbi
in questa fresca chiarità e non senta
gioia di impuro ardore né l’animo
ceda a morbosi inganni.

Donaci mente limpida e quieta,
donaci vita casta,
fa’ che il giorno trascorra
fedele a Cristo, l’unico Signore.

Ascolta, o Dio pietoso, la preghiera
per l’unigenito Figlio
che nello Spirito santo
regna con te nei secoli. Amen.


12 aprile 2021 – tempo pasquale

Testi della messa: At 1,12-14; Sal 26(27); Gv 1,35-42

“Una riga”: Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera (atti)
Fa effetto una simile espressione con i nomi e con la sicurezza della presenza di donne, soprattutto di Maria. Certo, se c’era Maria poteva esserci solo la concordia nella preghiera, lei che dal primo momento era in eterna preghiera dopo il famoso sì! La presenza dello Spirito Santo e della donna piena dello Spirito, rendono la preghiera concorde, “cuore a cuore”. Senza lo Spirito la preghiera è “a schegge”, dove uno va solo e per conto proprio.

* E se venisse lo Spirito per renderci concordi nella preghiera?

Settimo passo: Vedere
Nella messa: In quel tempo. Giovanni stava là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: “Ecco l’agnello di Dio!”. E i suoi discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: “Che cosa cercate?”. Gli risposero: “Rabbì –che, tradotto, significa Maestro-, dove dimori?”. Disse loro: “Venite e vedrete”. Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. (Gv 1,35-42)

Preghiera di chiusura
Una cosa sola ho chiesto al Signore, questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.


O Dio dell’universo,
gli astri movendo in cielo,
il giorno rivesti di luce
e il sonno propizi alla notte.

Così il dolce riposo ci ristora
e ci riporta alla fatica usata,
solleva gli animi stanchi
e scioglie il peso triste degli affanni.

Poi che il lavoro diurno si placa
e scende il vespero oscuro,
grati dei tuoi favori
a te eleviamo l’inno della sera.

Te canti il profondo dell’essere,
te risonando celebri la voce,
il palpito casto dei cuori ti cerchi,
semplice e chiara la mente ti adori.

E quando nelle tenebre
sarà soffocata ogni luce,
non si estingua la fiamma della fede,
ma illumini la nostra notte.

Alacre, vigili sempre lo spirito
e sia colpa a dormire:
freschezza di puri pensieri
mitighi al sonno l’inquieta vampa.

Ogni morboso senso dilegui,
appassionata l’anima ti sogni,
e l’incubo del nemico
non invidierà la nostra pace.

A Cristo e al Padre salga la preghiera,
salga allo Spirito del Padre e di Cristo:
unico Dio, Trinità beata,
del tuo amore riscalda chi ti implora. Amen.


11 aprile 2021 – tempo pasquale

Cinquanta passi verso Pentecoste

Alla domenica cambiamo
Un semplice richiamo ad un dono dello Spirito Santo tra i sette che invochiamo.
Lo facciamo attraverso le chiare e incisive parole di Papa Francesco
* con l’inno commentato da don Norberto su YouTube ogni sera
(nb i mosaici sono stati fotografati dal vivo nel santuario di Ta Pinu a Malta)

Domenica 11 aprile: Il dono della SAPIENZA

  1. Il primo dono dello Spirito Santo è dunque la sapienza. E la sapienza è proprio questo: è la grazia di poter vedere ogni cosa con gli occhi di Dio. La sapienza è quello che fa lo Spirito Santo in noi affinché noi vediamo tutte le cose con gli occhi di Dio.
  2. E ovviamente questo deriva dalla intimità con Dio, dal rapporto intimo che noi abbiamo con Dio, dal rapporto di figli con il Padre. E lo Spirito Santo, quando abbiamo questo rapporto, ci dà il dono della sapienza.
  3. Lo Spirito Santo rende allora il cristiano «sapiente». Questo, però, non nel senso che ha una risposta per ogni cosa, che sa tutto, ma nel senso che «sa» di Dio, sa come agisce Dio, conosce quando una cosa è di Dio e quando non è di Dio; ha questa saggezza che Dio dà ai nostri cuori. Il cuore dell’uomo saggio in questo senso ha il gusto e il sapore di

E questo non si impara: questo è un regalo dello Spirito Santo. Per questo, dobbiamo chiedere al Signore che ci dia lo Spirito Santo e ci dia il dono della saggezza, di quella saggezza di Dio che ci insegna a guardare con gli occhi di Dio, a sentire con il cuore di Dio, a parlare con le parole di Dio.

Veni, creátor Spíritus,
mentes tuòrum vísita,
imple supérna grátia,
quæ tu creásti péctora.

            Qui díceris Paráclitus,
            altíssimi donum Dei,
            fons vivus, ignis, cáritas,
            et spiritális únctio.

Tu septifòrmis múnere,
dígitus patérnæ déxteræ,
tu rite promíssum Patris,
sermóne ditans gúttura.

            Accénde lumen sénsibus,
            infúnde amórem córdibus,
            infírma nostri córporis
            virtúte firmans pérpeti.

Hostem repéllas lóngius
pacémque dones prótinus;
ductóre sic te prævio
vitémus omne nóxium.

            Per Te sciámus da Patrem
            noscámus atque Fílium,
            teque utriúsque Spíritum
            credámus omni témpore.

Deo Patri sit glória,
et Fílio, qui a mórtuis
surréxit, ac Paráclito,
in sæculórum sæcula.

 Amen

 

Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.

            O dolce consolatore,
            dono del Padre altissimo,
            acqua viva, fuoco, amore,
            santo crisma dell’anima.

Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.

            Sii luce all’intelletto,
            fiamma ardente nel cuore;
            sana le nostre ferite
            col balsamo del tuo amore.

Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.

            Luce d’eterna sapienza,
            svelaci il grande mistero
            di Dio Padre e del Figlio
            uniti in un solo Amore.

Sia gloria a Dio Padre,
al Figlio, che è risorto dai morti
e allo Spirito Santo
per tutti i secoli dei secoli.

 Amen.

Possibilità di ascoltarlo:
https://www.youtube.com/watch?v=33XotuYs-io&t=5s


10 aprile 2021 – tempo pasquale

Sabato 10 aprile: ogni giorno dell’ottava di Pasqua, detta “in Albis”, è celebrato come solennità.

Testi della messa: At 3,12-16; Sal 64(65); 1Tm 2,1-7; Gv 21,1-4)

 “Una riga”: Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti (vg)
Sarebbe bello ricordare anche le altre due volte in cui, nel vangelo di Giovanni Gesù compare.
Quando? C’è una forza nel numero tre, come le risposte di amore di Pietro, come le cadute di Pietro, come Dio trinità di amore.
Ma esiste anche la “quarta volta”, quella per cui può comparire (mai riconosciuto) ad ognuno, a noi che veniamo dopo quella storia pur essendo in quella storia. Il risorto infatti parla e mangia con noi, ci rincuora e ci manda ai fratelli: vuole che stiamo con lui per poi liberare dal male.
* Che lo si possa riconoscere nella nostra “quarta volta”.

Sesto passo: Salvare
Nella messa: Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. (Tm)

Preghiera di chiusura
Dio forte ed eterno, che lo Spirito Santo ci insegna ad invocare con il nome di padre,
donaci un cuore sincero di figli
perché vivendo nella fedeltà del tuo servizio
possiamo giungere alla eredità promessa.
Per Cristo nostro Signore


O Dio dell’universo,
gli astri movendo in cielo,
il giorno rivesti di luce
e il sonno propizi alla notte.

Così il dolce riposo ci ristora
e ci riporta alla fatica usata,
solleva gli animi stanchi
e scioglie il peso triste degli affanni.

Poi che il lavoro diurno si placa
e scende il vespero oscuro,
grati dei tuoi favori
a te eleviamo l’inno della sera.

Te canti il profondo dell’essere,
te risonando celebri la voce,
il palpito casto dei cuori ti cerchi,
semplice e chiara la mente ti adori.

E quando nelle tenebre
sarà soffocata ogni luce,
non si estingua la fiamma della fede,
ma illumini la nostra notte.

Alacre, vigili sempre lo spirito
e sia colpa a dormire:
freschezza di puri pensieri
mitighi al sonno l’inquieta vampa.

Ogni morboso senso dilegui,
appassionata l’anima ti sogni,
e l’incubo del nemico
non invidierà la nostra pace.

A Cristo e al Padre salga la preghiera,
salga allo Spirito del Padre e di Cristo:
unico Dio, Trinità beata,
del tuo amore riscalda chi ti implora. Amen.


9 aprile 2021 – tempo pasquale

Venerdì 9 aprile: ogni giorno dell’ottava di Pasqua, detta “in Albis”, è celebrato come solennità.

Testi della messa: At 10,34-43; Sal 95(96); Fil 2,5-11; Mc 16,1-7

“Una riga”: Nella sua morte è redenta la morte (prefazio)
Come può la morte essere redenta se è morta? Nella Pasqua succede anche di questo: che il male, la morte viene assorbita da qualcosa di inimmaginabile.
È come l’accordo in una musica. La morte sembra l’accordo che pone fine alla suonata ma invece diventa “accordo di settimana” che si butta su una finale che solo Dio sa mettere al termine della lunga sinfonia. E così la morte entra nella storia della salvezza, perché redenta.
* Che nessuna esperienza che assomigli alla morte, ci faccia paura.

Quinto passo: Accogliere
Nella messa: Pietro prese la parola e disse: “In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. (At)

Preghiera di chiusura
O Dio onnipotente ed eterno,
che nella Pasqua del tuo Figlio hai offerto agli uomini
il patto della riconciliazione e della pace,
donaci di testimoniare nella vita
il mistero che celebriamo nella fede.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.


O splendore del Padre
o luce nata da Luce,
Luce che origini Luce,
Giorno che illumini i giorni,

il mondo oscuro inonda,
Sole che non tramonti!
Apri i cuori al riverbero
fulgente dello Spirito.

E al Dio di eterna gloria
ora salga la supplica:
potente la sua grazia
distolga i nostri passi da ogni insidia;

ridoni il coraggio del bene,
reprima l’invidia di Satana,
volga le asperità a nostro favore,
conceda di vivere giusti;

regni sovrana sull’animo,
casto e fedele preservi il corpo,
pura e fervente la fede,
ignara d’ogni errore.

Cristo sia nostro cibo,
la fede ci disseti:
beviamo con gioia la sobria
ebbrezza dello Spirito.

Lieto trascorra il giorno:
il pudore sia un’alba serena,
la fede un meriggio assolato,
ombra notturna sul cuore non scenda.

O Cristo, Aurora, svélati,
ora che avanza l’aurora:
tutto nel Padre vivi,
tutto in te vive il Padre.

All’Eterno si levi la lode
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
negli infiniti secoli. Amen